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L’ORRENDO CALCO(LO)

L’elemento è neutro ed il colore
infastidisce, potrei anche offenderti
chiedendoti l’ora che a precipizio

percepisco andata. Così come vorrei
fissarmi bussola ad ago immobile
senza pregiudizi, così andando

scalzi che la terra inutile avverte
il passo, seppure poi a ripassarla lieve
la sensazione unanime, greve,

è quella che han fissato invano,
che riproponesti fragile corteccia
d’uomo il suono, infranto, eppure,

a te grato, ascolto le miriadi di
esistenze che affannano lingue
e connettono dispari dissuasori

e inevitabilmente tutte sulla
tua giacciono e odono diritti
d’incastro perfetto osso dell’esistenza

quotidiana, che fummo a
dissipare vita ed aria e luce a
dissipare esistenza esatta;

seppure non volgesti nullità
a scalzi accattoni che percepivano
fuliggine d’esistenza e ammiccante

purezza indivisa, che propulsione
profusa ad insaputa sapemmo
poi abbattere nella cristianità

che ci appartiene & conforma;
Orrenda la morte tua senza
resurrezione, messia straziato,

che il calco orrendo pietrificato
a margine scolpimmo pure
con gioia & rivoluzione ed

estremo rimedio,commiato
dolce dell’ osso, idea è
Stato, misericordia & trina.

D’un sol monumento la posa
hai raccolto nel grembo,
raccolta che ha tutta la speme,

ha il profumo d’attesa
di Proserpina lieve violata
che quando sfiorisce ricorda

il suo stato; tu stesso profumi
di niente, quel niente che a modo
hai lasciato scoperto. Così siamo

noi fissati al presente, fragranze
di vita promessa, ibridi vivi;
ci scorticano il senso, quell’amore

che fossile sotterrammo invano;
ci scorticano il corpo, che travolto ha
la luce, la pietà soggiogata,

dell’incanto di un calco.
Fiori sono, eppure vergate,
quei posticci richiami

che avverto io eguali;
sfioriscono pure i tuoi
occhi con fiati sferzati

nell’aria sottile, vinile,
con suoni che scolpite canzoni,
hanno un pulsare di infrante armonie,

di infranti fracassi, infranti paesaggi;
l’infranta esistenza in un piano inclinato.
L’esteso tuo lembo suscita

schianto. L’amore fugace ha
chino il suo sguardo. Le membra
pacate son come divelte,

pietra scolpita ,d’ermafrodite sembianze.

27/03/2015 mauro pierno

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