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Questo è lo sguardo della poesia che al limite dell’infinito non si “spaura” che sferata negli occhi ci
rammenta il paesaggio perso delle parole.
Che forza!

CRITICA IMPURA

Marina Pizzi in una foto di Dino Ignani Marina Pizzi in una foto di Dino Ignani

Di MARINA PIZZI

Il vestitino bizantino

2016-…

A un cuore in pezzi
Nessuno s’avvicini
Senza l’alto privilegio
Di avere sofferto altrettanto.

Emily Dickinson

1.

Uccidi di me l’occaso

La tragedia minuta di essere

Serva scolara logora

Sopra la gabbia che mi pulsa.

Gelateria del Corso non fu l’infanzia

Adulta dozzinale campare le esequie

Di dì a dì. Patria confiscata la mia tasca

Scaturita da elemosine angolari.

Mi amò un ragazzo giovane giovane

Valse per me un circuito di nulla

Ma da vecchia mi rovina vecchia.

Oggi il tempo vacuo che mi sperpera

Perpetua le rovine d’attesa

Le sabbie mobili che per collare mi stanno.

Regia d’inverno ormai la girandola

Questo pallore d’ergastolo nel sanatorio

Postremo enigma il saluto d’àncora.

2.

Ho 40 di febbre e mi sento una bambina

Volante alla faccia di tutti i certificati

Medici. Nessuno capisce cosa voglia dire…

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