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CRITICA IMPURA

Alberto Mieli con Ester Mieli, "Eravamo ebrei. Questa era la nostra unica colpa", Marsilio 2015 Alberto Mieli con Ester Mieli, “Eravamo ebrei. Questa era la nostra unica colpa”, Marsilio 2015

A cura della Redazione

«Non c’è ora del giorno o della notte in cui la mia mente non vada a ripensare alla vita nei campi, a quello che i miei occhi sono stati costretti a vedere».

Alberto Mieli, dopo settant’anni, racconta per la prima volta alla nipote Ester, nel libro “Eravamo ebrei. Questa era la nostra unica colpa”, la sua infernale esperienza da deportato nel campo di concentramento di Auschwitz.  Ricorda la vita in una Roma nazifascista, le leggi razziali e il giorno in cui è stato portato via dalle SS, dopo il tragico 16 ottobre 1943.

«Ad Auschwitz ho visto l’apice della cattiveria umana». Con queste parole Alberto Mieli racconta, con dolore, aneddoti e luoghi, parla delle torture subite.

Rivive, ancora con le lacrime agli occhi, l’arrivo nei campi, l’odore acre dei corpi che bruciavano…

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