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“calore terrore”

il giardino dei poeti

alepergiardino

Chi di noi ha mai mangiato su una tavola “curva”? Eppure è così che normalmente viviamo: in precario equilibrio. Questo mi sembra il fondo del pensiero, peraltro distolto lievemente per tutta la poesia, intitolata, con un po’ di classicismo forse ironico, In un dì di festa.
Sono le nostre feste familiari, quel mangiare insieme mentre il piatto “scivola”, certo, se la tavola è curva… se la nostra vita è storta, come afferrarla? E intanto “il mago di turno” toglie tovaglie e semina i resti del pane di ieri distruggendo il paziente lavoro di ricostruzione con un solo gesto. Incontreremo sempre tali personaggi nella nostra camminata su questa terra, sono i prepotenti, gli invidiosi, gli ignoranti qui appena accennati in poesia senza recriminazioni esplicite.
Nella poesia successiva si accenna a
” le porte le ha chiuse
e non si è curato
di chi le ha abitate”.
Potrebbe essere lo stesso…

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