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ODORE DI SEPPIA

Del fine danno

equiparato a festa

escogitato appena

e di soppiatto esploso

sovviene pure, al fine sai

l’allegria sommessa

la messa sazia,

di uno scolapasta arreso.

lo vedi pudico, un elmo

riverso, steso,

sulla dimessa riva (cucina)

sconfitto a conca.

Tralasciato ha la limacciosa riva

riverbero assolo di uno spaghetto al sugo

che all’odor di Seppia,

l’amido! affogato ha pure

l’amico, il poeta insigne

che l’osso torvo ridusse a canto,

che spolpi vivo,

che a fuoco lento assapori spento.

E svenne pure all’estasiato encomio

il rigo, il salmo, il tripudiare esploso.

Generale incerto della poesia implosa

nella macchia oscura di una assurda ode.

 

mauro pierno,31/12/2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

ingozzato senza trangugiar ristoro

del riverso elmo, di antica gloria

fu prece, effece, ed ignaro sconto.

 

Di mio pugno impressi,l’ssolato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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