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Venne quasi a bisbigliarmi
un folle vento di tentacoli
nella corsa mattutina assuefatta,
fatta di alberi,
stradicati. Balbettava e strideva
tra i denti stretti
tra le aiuole
tra i vicoli delle onde, tutto frammentava.
Nel quesito pose rigidi confini. Sbraitava.
Nella polvere un’auriga volse il viso.

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