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I flagellati riposano supini.
La deriva ha la forma imbrattata di una parete. Nel verso smorzato di un clacson
il sottile ricordo dello scontro. La malattia così come la vecchiaia
nel gioco della verosimiglianza appaia Trastomer a Michel Piccoli.
L’album ora è completo.

Un piccolo omaggio a due grandi raffiguratori di poesia.
Grazie Gino Rago, Grazie Giorgio Linguaglossa.

LA PRESENZA DI ÈRATO

copertina plataniHo tra le mani il libro di Gino Rago, I platani sul Tevere diventano betulle. Conosco Gino Rago dal 1989. Lui, di Trebisacce, un paesone al confine tra la Calabria e la Basilicata. E voi sapete quanta forza, quanta tenacia, quanta dedizione alla poesia occorra per sopravvivere, come poeta, in quelle lande. Un poeta deve trovare in sé una forza micidiale per sopravvivere senza chiudersi nel proprio scrittoio come fanno tanti provinciali e tanti burocrati, ma è che in quegli anni di trapasso la Musa non concedeva tregue e doni a nessuno, la poesia era ancora di là da venire, la poesia italiana dormiva sonni tranquilli tra una promesse de bonheur, tra una antologia Mondadori e le migliaia di antologie amicali e redazionali che si facevano e si fanno oggidì come caramelle incartate. Una volta ebbi l’imprudenza di chiedere ad un autore di antologie quale fosse l’idea…

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